Mauro e Franca Bernasconi

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Laghi per meditare


Ceresio

La vita di un lago ha i suoi ritmi, le sue stagioni: la fioritura dell’alga, l’arrivo dello zooplancton che si nutre di vegetali presenti nell’acqua e che diventa a sua volta nutrimento per i pesci; la schiusa delle uova e la lotta per la sopravvivenza degli avannotti.
Ci sono poi periodi in cui l’acqua è più limpida e permette di godere appieno della bellezza dei suoi fondali: le sue maestose pareti, gli occhi invisibili dei pesci, gli echi impalpabili delle sue profondità, le sue trasparenze smeraldine da cui emergono grandi alberi sommersi, relitti di barche, pontili affondati, un vocchio fucile, la ruota di una bicicletta.
Il lago rimane tuttavia un’entità oscura e insondabile, alla quale ci siamo avvicinati con rispetto, senza mai dargli del tu.

Endoceresio

Le quattro stagioni del “Forel” (nel 1989) furono una meravigliosa avventura. Il Professor Jacques Piccard, con la sua squadra, avevano il compito di accompagnare ricercatori e studiosi nelle profondità del Ceresio, affinché potessero vedere di persona i fondali e raccogliere materiale per lo studio del lago e del suo stato di salute. Il mesoscafo “Forel” era pilotato dal tecnico Thiebaud, mentre il Prof.Piccard spiegava, filmava, annotava, curioso ed entusiasta come se fosse alla sua prima esplorazione. Attraverso il grande oblò vedevamo colline di sedimenti leggerissimi, rami contorti, rocce sparse, illuminati unicamente dai nostri fari.
In seguito accompagnammo il Forel per fotografarlo in immersione: sembrava di essere accanto ad una astronave in partenza per altri mondi. Quando poi, a circa 30 metri ci separammo, vedemmo il mesoscafo sprofondare nel buio, silenzioso. Raggiunta la superficie, ricevemmo una chiamata dalle profondità: volevano sapere se avevamo raggiunto la barca sani e salvi!